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Milano, esplode la festa dei tifosi senegalesi al termine della finale di Coppa d'Africa

Milano, esplode la festa dei tifosi senegalesi al termine della finale di Coppa d'Africa

Tifosi senegalesi e marocchini hanno festeggiato insieme in Porta Venezia al termine della partita

Cronaca (Milano). Al termine dei 120 minuti, sancita la vittoria del Senegal nella finale di Coppa d'Africa contro il Marocco, è esplosa la gioia dei tifosi senegalesi. È nei bar di Porta Venezia, in via Panfilo Castaldi, che i cittadini di origine marocchina e senegalese si sono dati appuntamento per assistere alla finale della competizione. Alla fine il Senegal si è laureato campione d'Africa e i tifosi hanno festeggiato rumorosamente davanti ai bar, alcuni salendo sulle auto e facendo partire caroselli che si sono riversati in Corso Buenos Aires. È qui che la festa è continuata per un'altra ora, una festa che è stata condivisa con i tifosi marocchini, in maggioranza nella zona, che si sono uniti ai caroselli sventolando le loro bandiere e danzando per festeggiare. (Roberto Smaldore/alanews)

Milano, Natale sotto sgombero in via Quarti: "La nostra unica criminalità è essere poveri"

Milano, Natale sotto sgombero in via Quarti: "La nostra unica criminalità è essere poveri"

La storia di un'occupante: "Ho preferito entrare da abusiva che dormire sulla strada coi miei figli"

Cronaca (Milano). Sarà un Natale difficile per le famiglie di via Quarti dove il 16 dicembre un maxi blitz delle forze dell'ordine ha sgomberato numerosi alloggi occupati presenti nel complesso di case Aler. Tante famiglie sono ancora senza luce e gas, ma non Estella perché ha avuto la fortuna di avere il riallaccio della corrente negli scorsi giorni. Casa sua è accogliente, un grande albero di Natale sorge in sala vicino alla finestra e ai suoi piedi un luminoso presepe. "Siamo entrati in questa casa per la disperazione di una brutta situazione perché non mi hanno mai assegnato un alloggio, nonostante io abbia fatto domanda. Dove sarei dovuta andare a dicembre, con la neve, un bambino e un altro in pancia? Ero da sola", racconta, "Ho preferito entrare da abusiva che dormire sulla strada coi miei figli". "Non mi sento un criminale perché io non sto ammazzando nessuno. Ci sono tanti fuori che sono veramente criminali, ma la giustizia cosa fa? Li tiene 24 ore e poi vanno fuori. L'unica criminalità nostra è essere poveri, ma noi non veniamo ascoltati nè aiutati, siamo buttati peggio degli animali come se fossimo noi i delinquenti", riflette, "Vogliamo essere regolarizzati, siamo tante persone che vogliono essere ascoltate e sistemare questa situazione per il futuro dei nostri figli". (Roberto Smaldore/alanews)

Milano, in via Quarti tante famiglie senza luce e gas: "Il regalo di Natale? Essere regolarizzati"

Milano, in via Quarti tante famiglie senza luce e gas: "Il regalo di Natale? Essere regolarizzati"

Dopo gli sgomberi di via Quarti le famiglie si preparano a passare un Natale al freddo: "Non siamo delinquenti"

Cronaca (Milano). Alla vigilia di Natale nelle case popolari di via Quarti ancora tanti alloggi sono senza luce e gas. Le famiglie occupanti si preparano a passare un Natale al freddo e senza elettricità. Il motivo di questa situazione è la maxi operazione di sgomberi che il 16 dicembre ha colpito la zona, gettando in strada più di 20 famiglie e staccando i contatori di molti abitanti. "Il 16 dicembre quasi 100 famiglie si sono viste togliere la luce, alcune delle quali anche con contratto regolare", spiega Giovanni Carenza dell'Unione Inquilini, "Da ieri Aler ha cominciato a ripristinare alcuni contatori, ma ne mancano ancora diversi". "Per queste famiglie chiediamo a partire da ora il riallaccio di tutti i contatori che sono stati tagliati", afferma Carenza, che aggiunge, "Bisogna affrontare il tema della residenza. Chiediamo che venga riconosciuta la residenza a tutti gli occupanti in stato di necessità. Non si tratta solo dei più fragili, ma si tratta di riconoscere la necessità per tantissime famiglie di riuscire ad avere una residenza in questa città perché comunque non riusciranno a trovare una soluzione abitativa nemmeno nel medio periodo se i prezzi della locazione oggi a Milano incidono su più del 60% del reddito netto delle persone". Oggi il quartiere è quasi deserto, nella via principale campeggia uno striscione con su scritto "Via Quarti resiste". Attorno ad esso alcune donne si avvicinano alla telecamera: "Non possiamo stare tranquilli, nemmeno a Natale, perché non sai se arriverà la polizia, i carabinieri, l'Aler, a buttarci fuori", spiega un'inquilina. "Come regalo per prima cosa vorremmo passare una bella giornata con la famiglia e che si possa essere regolarizzati", racconta un'altra occupante. "Abbiamo paura per noi, per i nostri figli. Siamo esseri umani, non siamo delinquenti. Vogliamo che tutto questo venga legalizzato, vogliamo pagare tasse e bollette, ma c'è bisogno di regolarizzare questa situazione", chiede infine un'altra abitante del quartiere. (Roberto Smaldore/alanews)

Milano: saluti romani alla commemorazione dei caduti della Repubblica Sociale

Si è svolta questa mattina al Campo 10 del Cimitero Maggiore di Milano la cerimonia di commemorazione dei Caduti civili e militari della Repubblica Sociale Italiana organizzata, come ogni anno, dal movimento neofascista Lealtà e Azione tramite l’associazione Memento. Una quarantina di militanti si sono così dati appuntamento al camposanto dove sono sepolti coloro che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, decisero di continuare a combattere per il fascismo. Nonostante gli organizzatori avessero imposto il divieto di celebrazione del “rito del presente”, qualche militante ha comunque deciso di omaggiare i propri caduti esibendo il saluto romano. Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di fiori sull’altare del Campo 10 e diversi militanti hanno omaggiato le tombe dei caduti. Tra tutte le lapidi, spicca quella di Nicola Bombacci, tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia nel 1921 passò allo schieramento opposto partecipando alla creazione della Repubblica Sociale Italiana per poi morire fucilato a Dongo nel 1945 assieme a Benito Mussolini: oggi la sua lapide è stata omaggiata con una rosa rossa. Gli organizzatori non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti presenti: “Respingiamo al mittente insinuazioni riprese da alcune testate giornalistiche circa la legittimità di questa cerimonia, la quale si celebra da sempre nell’assoluto rispetto delle leggi vigenti e non omaggia ‘criminali di guerra’ bensì soldati e patrioti che tra il 1943 e il 1945 sono stati animati da un solo faro, che è lo stesso che anima oggi la nostra attività associativa: l’Italia, nei suoi confini fisici e spirituali”, si legge nel comunicato stampa dell’associazione Memento.

Tear gas, water cannons used as police disperse pro-Palestine protesters in Udine ahead of World Cup qualifier between Italy and Israel | Video Viory

Police used tear gas and water cannons in Udine on Tuesday to disperse dozens of protesters who were opposing the presence of the Israeli national team before their 2026 World Cup qualifier against Italy.

Footage shows riot police officers advancing, firing tear gas, blocking thrown objects, and using water cannons to extinguish fires caused by explosives, while forcing some demonstrators to the ground.

Up to 10,000 demonstrators held a peaceful march toward the Bluenergy Stadium ahead of the match, according to media reports, before roughly 50 protesters clashed with the police.

Around 1,000 officers and army personnel, along with helicopters, drones, and snipers on the Israel team’s hotel roof, reportedly secured the area for the match.

Italy defeated Israel 3-0, remaining second in Group I of the World Cup Qualifiers and aiming for a playoff spot to qualify for the next year's tournament in the United States.

Israel has faced protests demanding its ban from the 2026 World Cup by FIFA, similar to Russia’s exclusion from global sports events after its 2022 military operation in Ukraine.

It comes after the first phase of the ceasefire agreement between Israel and Hamas came into force on Friday, covering a ceasefire, the release of Israeli hostages and Palestinian prisoners, as well as an Israeli withdrawal to the 'yellow line', a boundary limit within Gaza.

On Monday, the last 20 Israeli captives, as well as four bodies, were handed over in exchange for almost 2,000 Palestinian prisoners.

The truce forms part of US President Donald Trump's 20-point Gaza peace proposal, unveiled on September 29 alongside Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu.

Milano, tra Polizia e Carabinieri anche una manganellata: "Ma come c***o siete messi?!"

Attimi di tensione e incomprensione tra le forze dell'ordine al corteo pro-Palestina

Cronaca (Milano). Al termine degli scontri avvenuti presso i Bastioni di Porta Venezia a Milano durante il corteo pro-Palestina di ieri, attimi di tensione si sono registrati anche tra le forze dell'ordine. Come si vede dalle immagini, un manganello sembra essere usato all'interno della camionetta dei Carabinieri, seppur non sia chiaro chi sia ad utilizzarlo, tra il militare alla guida e un agente all'esterno. La tensione è confermata da uno dei poliziotti che, spingendo un collega carabiniere, gli urla presumibilmente "Ma come c***o siete messi?!". Oggetto della contesa sarebbero stati gli spostamenti della camionetta che, nel momento in cui il corteo si trovava nei pressi della Prefettura e di corso Buenos Aires, avrebbero messo a rischio l'incolumità degli uomini in divisa e degli stessi manifestanti. (Roberto Smaldore/alanews)

Milano, scontri al corteo pro-Palestina

Manganellate contro i manifestanti all'altezza di Porta Venezia

Cronaca (Milano). Momenti di forte tensione si sono registrati questa sera a Milano al corteo per la Palestina indetto a seguito dell'invasione israeliana di Gaza. Circa duemila manifestanti si sono radunati in presidio in piazza della Scala per poi partire in corteo. La manifestazione ha dapprima cercato di raggiungere la Prefettura, registrando momenti di tensione con le forze dell'ordine che hanno cercato di impedirlo, dopodiché ha raggiunto i Bastioni di Porta Venezia. È qui che si sono registrati gli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti: i manifestanti hanno provato ad avanzare, ma sono stati bloccati da polizia e carabinieri in assetto antisommossa che hanno risposto con i manganelli. Il corteo è poi proseguito attraversando corso Buenos Aires per terminare in piazzale Loreto dove si è sciolto senza registrare altri momenti di tensione. (Roberto Smaldore/alanews)

Genova, le barche della Global Sumud Flotilla salpano dal porto cariche di aiuti umanitari per Gaza

I portuali: "Se non arrivano a destinazione bloccheremo tutto"

Cronaca (Genova). Dopo la manifestazione di sabato sera che ha portato nelle strade di Genova 40mila persone ad accompagnare la partenza della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza, questa mattina i volontari del Music for Peace intorno alle 10 del mattino hanno cominciato a caricare i furgoni degli ultimi pacchi di aiuti umanitari per caricarli sulle imbarcazioni. Sono quattro le navi che questa mattina, intorno a mezzogiorno, sono salpate dal porto antico di Genova dirette verso Catania dove incontreranno le altre navi della Global Sumud Flotilla. Sono oltre 300 le tonnellate di aiuti umanitari raccolte in cinque giorni. "Questi ragazzi e questa merce devono andare a destinazione. La merce, fino all'ultimo yogurt, deve andare a destinazione. Perché è il popolo che dà al popolo. Queste 450 persone devono tornare senza un graffio, altrimenti bloccheremo tutto" ha minacciato Riccardo, membro del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali. "Questi aiuti vengono caricati sulle barche e raggiungeranno le altre barche a Catania", ha spiegato Stefano Rebora, attivista e fondatore del Music for Peace, "Dobbiamo riappropriarci della parola 'noi'. Se una goccia è nulla, il mare è un'insieme di gocce ed è devastante. Noi dobbiamo essere il mare". Francesco è uno dei capitani delle quattro barche salpate dal porto: "Le speranze ce le abbiamo. Però al netto del risultato finale c'è stata una mobilitazione mondiale senza eguali", ha riflettuto, "Questa è anche una risposta a chi contesta il fatto che ci sia una bassa probabilità di arrivare a Gaza". Le ultime spedizioni di aiuti umanitari per il tramite di attivisti internazionali sono infatti terminate con il blocco delle stesse da parte dell'esercito israeliano. Lo spiega Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla: "Le precedenti missioni della Freedom Flotilla sono sempre state intercettate, le barche sequestrate e le persone arrestate. Se questo accadrà anche stavolta noi avremo una risposta nonviolenta". (Roberto Smaldore/alanews)


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Campionato libico, l'Al-Ahly di Tripoli è campione. Esplode la festa scudetto a Meda

Il mister Elbadry: "Sono contento per i tifosi, i tifosi dell'Al-Ahly sono i migliori"

Calcio (Meda). Alla fine dei novanta minuti il verdetto è arrivato: l'Al-Ahly di Tripoli è campione di Libia. Con il risultato di 2 reti a 0, i bianco-verdi hanno avuto la meglio sull'Al-Hilal di Bengasi e hanno così alzato al cielo di Meda il quattordicesimo scudetto libico. "Sono molto felice, perché quando ho firmato il contratto il mio primo obiettivo era quello di vincere il campionato", ha commentato Hossam Elbadry, allenatore della squadra campione, "Sono contento per i tifosi, i tifosi dell'Al-Ahly sono i migliori". Presente alla finale brianzola anche il presidente della federazione calcistica libica, Abdolmola Omar Elmograbi che ha commentato: "Sono molto felice, tutto è andato bene. Quando si viaggia con sei squadre in un altro paese è sempre molto difficile, ma ce l'abbiamo fatta. C'è una relazione stretta tra Italia e Libia, è la storia". Al triplice fischio anche i tifosi si sono entusiasmati e riversati in campo per festeggiare i propri beniamini. Il difensore tripolino Sanad Al Warfali ha dedicato anche lui la vittoria ai tifosi: "Non ho parole. Questa festa a Tripoli sarà ancora più grande. Questo trofeo è per tutte le persone che hanno creduto in noi, questo è per voi tifosi dell'Al-Ahly". Per i tanti tifosi libici venuti in Italia per la finale e per chi in Italia ci vive da anni è stata una grande festa. "Questa vittoria significa una felicità per tutti i tifosi di Tripoli, sono stati grandi i giocatori e l'allenatore. Questo è solo l'inizio, adesso pensiamo alla Champions League", ha commentato Mustafa. "Questo è il campionato numero 14", ha detto invece Mohamed, rimarcando il numero di titoli che fa dell'Al-Ahly di Tripoli una delle due squadre più titolate del paese. Dopo aver alzato il trofeo, la festa è continuata per un'altra mezz'ora nel parcheggio del centro sportivo di Meda con i caroselli dei tifosi e le celebrazioni dei calciatori. (Roberto Smaldore/alanews)

Milano, ebrei in piazza contro Israele: "Israele sta portando avanti un genocidio a Gaza"

Milano, ebrei in piazza contro Israele: "Israele sta portando avanti un genocidio a Gaza"

L'attivista israeliana: "Una cultura che chiama l'eliminazione dell'altro non ha niente di ebreo"

Cronaca (Milano). "Democrazia e occupazione non possono coesistere" è questo ciò che recita la maglietta che questo pomeriggio ha deciso di indossare Tanya Jones, cittadina israeliana da anni residente in Italia. Insieme a lei, diverse decine di manifestanti si sono radunate sotto la sede del consolato americano a Milano: sotto la sigla "Mai indifferenti. Voci ebraiche per la pace" si riconoscono gli ebrei, gli israeliani e tutti coloro questo pomeriggio hanno deciso di esprimere una condanna dell'operato del governo di Benjamin Netanyahu. "Il governo Netanyahu non rappresenta qualcosa di nuovo, perché l'occupazione non è iniziata con lui, ma certamente ha portato a dei livelli estremi la disumanizzazione del popolo palestinese e porta avanti davanti agli occhi di tutti un genocidio a Gaza e un regime di apartheid nella West Bank", ha affermato Jones, "Una cultura che chiama l'eliminazione dell'altro non ha niente di ebreo". L'attivista ha poi criticato le posizioni delle comunità ebraiche della diaspora: "Sono sicura che abbiano le loro ragioni. Provo empatia nei loro confronti, ma trovo che sia una voce dannosa nei confronti degli ebrei che vivono fuori da Israele e per Israele stesso perché va fermato". Jones ha infine riflettuto sul tema dell'antisemitismo, anche alla luce dell'aggressione subita dal turista ebreo francese in un Autogrill nei pressi di Milano: "L'antisemitismo è sempre esistito, di sicuro adesso c'è un clima anti-israeliano e questo può creare odi ed estremismi verso qualsiasi entità che sia ebraica e israeliana. Non conosco la persona che ha aggredito il turista, può essere un antisemita come può essere una persona estremamente arrabbiata per ciò che Israele sta compiendo a Gaza. Di sicuro chiamare qualsiasi critica contro Israele antisemitismo ci fa perdere l'attenzione nei confronti del vero antisemitismo che è un pericolo". (Roberto Smaldore/alanews)


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Milano, tafferugli tra manifestanti e polizia fuori da Palazzo Marino

I manifestanti hanno tentato di entrare in Comune, ma sono stati respinti

Questo pomeriggio a Milano si è svolto il tanto atteso consiglio comunale in cui il sindaco Beppe Sala ha riferito la sua posizione sull'inchiesta che lo vede indagato per lo scandalo sull'urbanistica. In concomitanza dello stesso, Potere al Popolo, USB, Cambiare Rotta e altri movimenti hanno organizzato un presidio fuori da Palazzo Marino per chiedere le dimissioni della giunta. Nel corso del presidio si sono verificate tensioni tra manifestanti e polizia nel momento in cui i primi hanno tentato di entrare nel palazzo comunale per assistere alla seduta. L'ingresso al comune è stato loro negato e i manifestanti sono stati respinti. Si sono verificati così alcuni tafferugli tra le forze dell'ordine e chi contestava la giunta comunale. I manifestanti hanno poi continuato il loro presidio in piazza della Scala e in seguito si sono sciolti. (Roberto Smaldore/alanews)

Milano, botta e risposta a distanza tra Calenda e Brigata Ebraica | Corriere TV

Un botta e risposta a distanza è quello che si è verificato all'ingresso del segretario di Azione Carlo Calenda nel teatro Franco Parenti di Milano per la manifestazione "Due popoli due Stati" promossa da Azione e Italia Viva. Il senatore è stato infatti contestato dalla Brigata ebraica che, riunitasi in presidio, ha esposto striscioni per contestare la posizione critica di Calenda nei confronti di Israele. «Io sono un sostenitore di Israele e ne difendo il diritto all'esistenza e alla difesa, ma non condivido nulla di quello che sta facendo il governo di Israele» ha affermato Calenda. «Il fanatismo e l'intolleranza sono cose che non appartengono a un liberale quindi li lascio alle loro grida manzoniane» ha poi aggiunto il segretario di Azione commentando la contestazione. «Due popoli due Stati è una soluzione possibile, non c'è niente contro di questo. Il problema è l'idea di sanzionare chi ha già detto di sì alla tregua. Abbiamo avuto diverse possibili tregue, ogni volta è Hamas che si tira indietro e Calenda vuole sanzionare Israele. Non ha senso» ha risposto Davide Romano direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano. Nel corso della manifestazione, alcuni sostenitori della causa palestinese hanno contestato la presenza della Brigata ebraica e l'esposizione di bandiere israeliane.

Milano, migliaia di musulmani celebrano l'Eid al-Adha: «Vogliamo lanciare un messaggio di pace per Gaza» | Corriere TV

Questa mattina, migliaia di fedeli musulmani provenienti da Milano e provincia si sono ritrovati a Famagosta per celebrare l'Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio. Il momento di preghiera collettiva, scandito dai canti e rituali, è stato partecipato da molte famiglie con i propri bambini al seguito. «Oggi siamo qui per festeggiare la Festa del Sacrificio, una delle due feste che abbiamo noi musulmani. Abbiamo ottenuto tutti i permessi necessari per applicare un diritto che ci garantisce la Costituzione italiana cioè la possibilità di praticare la nostra fede» ha affermato Ibrahim Gewili, membro del direttivo della Fondazione Giovani per il Bene. Diverse le bandiere palestinesi presenti alla celebrazione. «Vista la situazione attuale in Palestina ne approfittiamo per lanciare un messaggio di pace perché nel momento in cui noi siamo qua a festeggiare con i nostri bambini, ce ne sono altri che si trovano a Gaza sotto i bombardamenti» ha spiegato Gewili.

Ventenne morto nello schianto a Milano, il dolore dell'amico: «Non ci credo che stava scappando dalla polizia» | Corriere TV

Mahmoud Mohamed, un 20enne di origini libiche residente a Brembate è morto nella notte tra martedì e mercoledì a Milano, dopo essersi schiantato in motorino contro un palo semaforico mentre cercava di evitare un controllo della polizia. Un amico tra quelli giunti sul luogo dell’incidente non crede a questa ricostruzione: «Ho lasciato il lavoro per portare qui un fiore. Un ragazzo bravissimo, molto generoso. Forse non ha visto il marciapiede. Non ci credo che scappava dalla polizia».

Salone del Libro, scontri tra manifestanti Pro-Pal e forze ordine al Lingotto di Torino

Momenti di tensione tra i militanti pro-Palestina e le forze dell'ordine all'ingresso del Salone internazionale del libro di Torino. Alcune decine di manifestanti si sono prima radunati davanti ai cancelli del Lingotto Fiere con bandiere e striscioni, gridando “Fuori i sionisti dal Salone del Libro” e “Palestina libera”. Poi, dopo diverse spinte alla cancellata, hanno aperto alcuni pannelli tentando di entrare, ma sono stati respinti dalle forze dell'ordine e sono stati costretti a indietreggiare.

Milano, Tovaglieri (Lega) visita il campo rom di Chiesa Rossa. La protesta degli abitanti: «Ecco le bollette»

Questa mattina l'eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri ha effettuato una visita al campo rom di Chiesa Rossa, alle porte di Milano. «Siamo qui per testimoniare come sia inutile che l'Unione Europea continui a spendere miliardi di euro per programmi di integrazione dei rom» ha spiegato Tovaglieri ai cronisti. «Siamo in un campo che è covo dell'abusivismo: non pagano luce, non pagano gas, c'è spaccio, ci sono furti, ci sono allacci abusivi».
Non della stessa opinione gli abitanti del campo, tra questi Aldo Deragna, abitante di lunga data ha affermato: «Il comune ci ha dato solo una piazzola e su questa abbiamo costruito a nostre spese le nostre case» e ha mostrato provocatoriamente ai cronisti le bollette pagate. «La politica è presente quando c'è da prendere i voti, allora qualche politico si fa avanti per fare propaganda, ma dopo non li vedi più».

Ramelli, saluti romani e tensione: petardi contro il palazzo da cui risuona ‘Bella ciao’

Oltre duemila militanti di destra hanno sfilato per le strade di Milano per commemorare Sergio Ramelli a 50 anni dal suo assassinio. Al termine della fiaccolata il rito del presente, con il saluto romano sotto la casa dove viveva il giovane. Quest’anno, però, dall’edificio risuona “Bella ciao” e si scatenano momenti di tensione con urla e un petardo lanciato verso la fonte dell’inno partigiano.

Papa Francesco, il parroco con la bandiera della Palestina a Santa Maria Maggiore: «Abbiamo bisogno di Pontefici coraggiosi come lui»

Tra i tantissimi fedeli che hanno accolto il feretro di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore sventola anche una bandiera della Palestina. A sventolarla assieme a dei giovani un prete del patriarcato latino-palestinese: «Questa è la nostra bandiera, perciò l’abbiamo portata qui. Inoltre, Papa Francesco ha sempre parlato della guerra a Gaza. Abbiamo bisogno di Pontefici coraggiosi come lui.»
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